Pensieri e divagazioni intorno alla musica e al cinema
Scrivere di qualcosa che fa parte del proprio dna è semplice e difficile allo stesso tempo. Lo si può fare a cuor leggero sulle riviste di settore, ma rivolgersi ad una platea sconosciuta impone l'utilizzo di qualche 'appiglio'.
A volte esistono coincidenze che è bene portare alla luce, senza enfasi ma con la dovuta cosequenzialità. Bene. Se l'artista cinematografico che ha ispirato il nome del blog di mistyjazz era un bianco taroccato da nero (Al Jolson), il genere 'cool jazz' prese le mosse negli anni cinquanta (è coetaneo del rock) come risposta dei bianchi alla tradizionale musica jazz be-bop in voga allora, appannaggio di artisti neri del calibro di Gillespie e di quel mostro sacro del sax che fu Charlie Parker.
Cool jazz è la musica sviluppata da una messe di grandi artisti bianchi, da Lennie Tristano a Shorty Rogers e Gery Mulligan, per citarne solo alcuni, passando per geni del tipo di Miles Davis e John Lewis, anagraficamente neri. E' un genere transtemporale, uno dei pochi ad essere nato moderno e rimasto tale a distanza di cinquant'anni, senza bisogno di radicali mutamenti genetici. E' la musica di chi, giovane d'età o soprattutto di spirito, si sente musicista mancato per la passione con cui finisce per immedesimarsi in ritmi che gli risultano familiari fin dai primi ascolti.
Non importa se le note vengono assaggiate dal piccolo raggio laser di un lettore cd, oppure dalla sottile puntina di una testina Shure. Il risultato è garantito per ogni fascia di età, ciò che conta è il feeling con ciò che si discosta dalla massa, dall'usuale, dal commerciale, ma nonostante questo fa tendenza.
Se vi va la musica morbida, d'atmosfera, mai schizofrenica come il be bop, il cool jazz fa per voi. Se poi siete di indole pigra e un po' diesel come chi scrive, ma amate le suggestioni lunghe e ripetitive, come solo il consumo di alcaloidi altrimenti vi potrebbe regalare, vi sembrerè di aver beccato il pusher giusto. Troverete sia brani stagionatissimi e immortali come quelli celeberrimi, di Miles Devis, artista dalle mille collaborazioni, che altri più recenti, più moderni, sebbene tutto il cool jazz abbia un'impronta di modernità, come quelli del batterista Billy Cobham (imperdibile l'album 'Crosswinds' del '74, dalle atmosfere a dir poco magiche).
Il fascino di questa musica è tale che anche il rock anni settanta ha conosciuto punti di incontro con il cool jazz, fatte salve le debite distinzioni. Uno per tutti il brano 'Lazy' dei Deep Purple, sia nell'esecuzione da studio contenuta in 'Machine Head' che in quelle live di 'Made in Japan' o in qualche bootleg, si avvicina clamorosamente alle atmosfere delle cool session più tradizionali, enfatizzato dai picchi musicali che solo la preponderanza di watts, tipica di questo grande gruppo rock, avrebbe potuto esprimere in quegli anni.
Evito di produrmi nello sterile elenco di ulteriori pezzi consigliati, vi potrete giungere da voi stessi consultando la discografia degli artisti che ho citato sopra.
Buon jazz a tutti e..., mi raccomando, quando nei paraggi si aggirano addetti ai lavori, pronunciatelo secondo natura, ovvero giàs con la esse 'dolce', onde evitare di essere additati al pubblico ludibrio e di finire alla gogna mediatica!
Primo quesito che ho posto a me stessa: come lo chiamo questo blog?!?
L'argomento era già stabilito a priori:in questo periodo della mia vita la musica ha preso un tale sopravvento su tutto il resto che pensare a qualcosa che esuli da quest'ambito mi riesce, francamente, difficile.
Poi mi è venuto in mente Al Jolson.attore sconosciuto ai più, ma passato alla storia per avere (dignitosamente) interpretato il primo film sonoro della storia (1927) Il Cantante di Jazz...
Di lì il passo (mio) è stato breve: io sono La Cantante di Jazz 
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